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GENERAZIONE VULTURE, L’UNIONE FA LA FORZA

GENERAZIONE VULTURE, L’UNIONE FA LA FORZA

Tutto ebbe inizio al VIA Seminar, durante l’ultima edizione del Vinitaly 2017, Ian D’Agata (curatore della Guida ai migliori vini d’Italia) relatore della serata di degustazione annunciava l’evento con queste parole: “Giovani, trentenni, le nuove leve spiccano il loro volo sul Vulture, terra di incomparabile bellezza e luogo di nascita di uno dei migliori vini rossi d'Italia, il famosissimo Aglianico del Vulture.”

 

Quella serata fu la svolta per otto giovani produttori di Aglianico del Vulture, all’indomani della degustazione si capii subito che l’esperimento di parlare non del singolo ma della terra, del terroir dell’Aglianico, aveva avuto un successo straordinario. Sono otto aziende che sono strutturate tutte in modo diverso e abbracciano quasi tutti i territori del Vulture (un paio di aziende sono presenti anche nel canale GDO), mentre tutte le altre operano solo sul canale tradizionale e nonostante ciò la collaborazione è nata senza intoppi e senza prese di potere da parte delle cantine storiche che potrebbero avere una posizione più influente nelle decisioni da prendere. Nasce così Generazione Vulture, da un incontro “casuale” nella fiera più importante d’Italia, determinando una collaborazione senza interessi economici ma solo con l’obiettivo di far conoscere il territorio del Vulture.

 

Ma la domanda sorge spontanea: Che cos’è Generazione Vulture?

Generazione Vulture nasce dall’incontro di giovani amici produttori che si sono scelti e hanno deciso di raccontare, prima ancora dei propri vini, le persone, il territorio e il loro lavoro a 360 gradi: lavoro in vigna, sul terroir, in cantina e infine sul prodotto. Ciascun membro di questo gruppo ha preso coscienza che non esiste solo la propria realtà aziendale, ma esistono tanti imprenditori che vivono e lavorano per gli stessi obiettivi. Diventa difficile accorgersene di  tutto ciò perché nella vita di tutti i giorni i singoli produttori sono sempre in movimento e troppo impegnati per rendersi conto dell’ambiente circostante. La voglia di fare gruppo deriva da anni di fallimenti delle amministrazioni pubbliche, non sono mai riusciti a prevedere un piano marketing territoriale strutturato con obiettivi di visibilità sul territorio nazionale ed internazionale.  Dove non è riuscita la promozione sviluppata dalla macchina pubblica, i singoli produttori cercano in qualche modo di colmare quel vuoto che negli anni si è ampliato soprattutto paragonando l’Aglianico ai grandi vini toscani e piemontesi.   

Questo gruppo di produttori quindi nasce senza altri scopi se non quello di comunicare il territorio e la conoscenza dell’Aglianico del Vulture e le differenze esistenti in un territorio così vasto, valore aggiunto della zona. Queste differenze non sono discriminanti per le diverse zone del Vulture ma vanno a creare un’eterogeneità e un differenziamento che nei mercati moderni è ormai fondamentale, comunicando quindi territori, stili, concezioni e visioni diverse. È proprio questa corrente di pensiero che ha creato innovazione nel modo di comunicare di Generazione Vulture, non pensare che la differenziazione e la competizione sia un male, anzi è qualcosa da elevare. Il gruppo non fa parte di consorzi e non partecipa ad iniziative organizzate da associazioni pubbliche poiché in realtà non è mai stato formalizzato in un’associazione con proprio statuto, per volontà stessa del gruppo, tenendolo inoltre per il momento chiuso a nuovi ingressi dimostrandone la forza. Tutti i produttori di generazione Vulture hanno capito che l’unione fa la forza, non solo nel modo di dire, ma anche concretamente e lo stanno riscontrando in questi mesi di collaborazione. In pochi mesi i risultati sono stati davvero importanti e impattanti, soprattutto per il territorio.

Le prime azioni sono state quelle di riuscire a parlare con il consumatore diretto, appassionato di vino, attraverso manifestazioni di piccole entità in giro per l’Italia con la collaborazione di AIS, ONAV e influencers nel mondo del vino, approcciando anche ai piccoli enotecari. Manifestazioni di assoluto successo perché i produttori si presentano tutti e in contemporanea presentano alla platea tutti i territori di appartenenza e di conseguenza i propri vini, creando quella differenziazione che si è sempre voluto creare, andando a spiegare perché i vari terroir sono differenti e quali sono i punti di forza di ogni uno.  Questo sicuramente sta aiutando i produttori nella buona riuscita di quest’iniziativa creando anche un certo fermento sul territorio che non si vedeva da anni. Come primo resoconto i produttori ritengono di aver ricevuto tanta visibilità in più grazie agli articoli dei grandi giornalisti del vino, tante nuove conoscenze che i diversi produttori hanno avuto e si sono scambiati nel corso dell’ultimo anno, azioni che gli stessi produttori affermano: “non è da tutti”- ed anche le aziende che hanno pochi contatti ne beneficiano creando sinergie, ricambiando ad esempio con azioni utili alla buona riuscita di un evento.

Cantine di generazione Vulture:

Basilisco

Bisceglia

Carbone Vini

Elena Fucci

Grifalco

Madonna delle Grazie

Martino Vini

Musto Carmelitano

 

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